" Ceci n’est pas une star"

by errealbanese

" Ceci n’est pas une star"

Dettagli

  • Anno: 2025
  • Medium: digitale su metallo rifinita plexiglass
  • Dimensioni: 160 x 110

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In Vendita

Prezzo: 5.700,00€
Disponibile

Caratteristiche principali

  • digitale su metallo rifinita plexiglass
  • 160 x 110

Informazioni

In Ceci n’est pas une star, errealbanese smonta il mito di Marylin e lo restituisce alla fragilità umana.
L’icona pop, privata del volto, diventa un corpo reale che nega la propria leggenda.
L’ironia linguistica alla Magritte si intreccia con la riflessione sull’identità: dietro il colore acceso si cela una confessione silenziosa.
Non è una star: è l’ombra dell’immagine che torna a pensare.

In Ceci n’est pas une star, errealbanese dismantles the myth of Marilyn and gives it back to human fragility.
The faceless pop icon becomes a real body denying its own legend.
Magritte’s linguistic irony merges with a reflection on identity: beneath the vivid color lies a silent confession.
She is not a star – she is the shadow of the image, learning again to think.


ntroduzione / Introduction

Italiano La serie Impossible Portraits nasce dal rifiuto dell’immagine come rappresentazione dell’identità. Qui il volto non rivela la persona: ne proclama l’assenza. Errealbanese attraversa icone del cinema, della musica e della cultura globale non per celebrarle, ma per disinnescare il meccanismo della riconoscibilità. L’immagine non è fine, ma detonatore. Il ritratto diventa impossibile perché l’identità non esiste più come dato biografico: è mito, memoria condivisa, proiezione collettiva, desiderio ininterrotto.
Ogni opera mostra la frattura tra essere umano e immagine pubblica: l’icona non appartiene più al corpo, ma al tempo. In questa serie, le celebrità non vengono rappresentate, ma giudicate; non vengono ricordate, ma messe a processo. Impossible Portraits è un ciclo che dichiara la morte del ritratto e l’ascesa dell’icona come unica forma superstite dell’identità contemporanea.
English Impossible Portraits arises from the rejection of the image as a representation of identity. Here, the face does not reveal the person—it proclaims their absence. Errealbanese engages with icons from cinema, music, and global culture not to celebrate them, but to dismantle the mechanism of recognizability. The image is not an end—it is a detonation. Portraiture becomes impossible because identity no longer exists as biography; it is myth, shared memory, collective projection, unending desire.
Each work reveals the fracture between the human and the public image: the icon no longer belongs to the body but to time itself. In this series, celebrities are not portrayed—they are judged; not remembered—they are put on trial. Impossible Portraits declares the death of the traditional portrait and the rise of the icon as the only surviving form of contemporary identity.

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