"Ceci n'est pas Sofia"

by errealbanese

"Ceci n'est pas Sofia"
"Ceci n'est pas Sofia"
"Ceci n'est pas Sofia"

Dettagli

  • Anno: 2025
  • Medium: digitale su metallo rifinita plexiglass
  • Dimensioni: cm 120 x120

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In Vendita

Prezzo: 6.000,00€
Disponibile

Caratteristiche principali

  • digitale su metallo rifinita plexiglass
  • cm 120 x120

Informazioni

Recensione (IT)

Ceci n’est pas Sofia è un omaggio e al tempo stesso un atto di rivelazione.
Sofia Loren, una delle ultime dive assolute, non è rappresentata ma evocata: il volto viene cancellato per mostrare come l’immagine pubblica non coincida mai con la persona reale, ma con un mito condiviso.
La frase “Ceci n’est pas Sofia”, ispirata a Magritte, non nega l’identità ma ne denuncia la costruzione: ciò che lo spettatore vede non è una donna, ma l’idea di lei, la sua proiezione culturale.
Il colore acceso e artificiale non rappresenta la realtà, ma ne esplora i codici visivi, trasformando la figura della diva in simbolo della fama come illusione ottica.
In questo ritratto impossibile, Errealbanese non ritrae Sofia Loren: ne mostra lo spazio mentale, l’immaginario eterno che continua ad esistere oltre ogni volto.

Review (EN)

Ceci n’est pas Sofia is both a tribute and a revelation.
Sofia Loren—one of the last true icons of cinema—is not portrayed but invoked: her face is erased to reveal how the public image never corresponds to the real person, but rather to a shared cultural myth.
The sentence “Ceci n’est pas Sofia,” echoing Magritte, does not deny identity but exposes its construction: the viewer is not seeing a woman, but the idea of her, the projection she has become.
The saturated, artificial color does not depict reality—it detonates its visual codes, transforming the diva into a symbol of fame as optical illusion.
In this impossible portrait, Errealbanese does not portray Sofia Loren: he reveals the mental space of her legend, the eternal image that exists beyond every face.

ntroduzione / Introduction

Italiano La serie Impossible Portraits nasce dal rifiuto dell’immagine come rappresentazione dell’identità. Qui il volto non rivela la persona: ne proclama l’assenza. Errealbanese attraversa icone del cinema, della musica e della cultura globale non per celebrarle, ma per disinnescare il meccanismo della riconoscibilità. L’immagine non è fine, ma detonatore. Il ritratto diventa impossibile perché l’identità non esiste più come dato biografico: è mito, memoria condivisa, proiezione collettiva, desiderio ininterrotto.
Ogni opera mostra la frattura tra essere umano e immagine pubblica: l’icona non appartiene più al corpo, ma al tempo. In questa serie, le celebrità non vengono rappresentate, ma giudicate; non vengono ricordate, ma messe a processo. Impossible Portraits è un ciclo che dichiara la morte del ritratto e l’ascesa dell’icona come unica forma superstite dell’identità contemporanea.


English Impossible Portraits arises from the rejection of the image as a representation of identity. Here, the face does not reveal the person—it proclaims their absence. Errealbanese engages with icons from cinema, music, and global culture not to celebrate them, but to dismantle the mechanism of recognizability. The image is not an end—it is a detonation. Portraiture becomes impossible because identity no longer exists as biography; it is myth, shared memory, collective projection, unending desire.
Each work reveals the fracture between the human and the public image: the icon no longer belongs to the body but to time itself. In this series, celebrities are not portrayed—they are judged; not remembered—they are put on trial. Impossible Portraits declares the death of the traditional portrait and the rise of the icon as the only surviving form of contemporary identity.

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